Anche quest’anno molte feste dell’Unità chiudono per mancanza di volontari. Cosa succede?
«Da incorreggibile ottimista voglio vedere anche la metà piena del bicchiere, il fatto che continuano a vivere migliaia di feste piccole, medie e grandi. Solo nel fine settimana ne ho frequentate due, a Modena e Milano e quella milanese in particolare era interamente gestita da un gruppo di giovani. Detto ciò, vedo il problema. Negli anni si è alzata l’età media dei volontari e probabilmente è giusto rinnovare la formula, anche se quella combinazione di politica e intrattenimento consente ancora a tante persone una serata di svago, e tutto ciò nonostante televisione e social». Gianni Cuperlo, deputato del Pd, mente critica e intellettualmente onesta, è stato, tra l’altro, l’ultimo segretario della Fgci.
È cambiata la militanza osi è allentato il senso di appartenenza?
«È cambiato tutto, non solo la militanza. Le vecchie sezioni di partito, oggi le chiamiamo circoli, fanno i conti coni costi di una politica che si è privata di ogni forma di finanziamento pubblico. Ma alzare le serrande di una sede vuol dire pagare le bollette e non sempre si si riesce. Io continuo a credere che la parola militanza sia un termine sano della democrazia, ma capisco che bisogna ripensare l’impegno in un partito e il suo legame con le domande, i bisogni, che i cittadini esprimono. I circoli debbono diventare sempre più luoghi dove si discute, ma dove offrire anche spazi ad associazioni e movimenti, dove rispondere con un’offerta di servizi agli interessi della comunità».







