"Questo premio lo ricevo io, ma è per tutti voi.

Io sono voi e voi siete me". Lo dice un'emozionata Kim Novak parlando alla platea dopo aver ricevuto dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco il Leone d'oro alla carriera della Mostra internazionale del cinema di Venezia, introdotto dalla laudatio di Guillermo del Toro per la star.

Accolta da un'ovazione durata oltre otto minuti, l'attrice, classe 1933, commossa e sorridente in un elegante abito nero, avvolta in una stola di seta nera e verde, rende omaggio innanzitutto ai suoi genitori: "Mio padre mi ha donato il sistema di valori in cui credo e mia madre, sin da quando ero una bambina timida, mi ha insegnato ad essere la capitana della mia nave. Le loro parole mi hanno formato".

Dopo i ringraziamenti alla sua agente da una vita Sue Cameron e ad Alexandre O. Philippe, regista del documentario su di lei Kim Novak's Vertigo, al debutto, fuori concorso, dopo la premiazione, la star rivolge lo sguardo alla realtà di oggi: "Uno dei motivi per cui sono qui è per esprimermi, e ispirare più persone possibile. Contano le vite, i diritti, la verità, siamo tutti insieme in questo mondo e dobbiamo unirci, lavorare insieme, renderci conto di quello che succede e fare tutto il possibile per salvare le nostre democrazie. Troppe persone hanno già sacrificato la loro vita". Kim Novak ricorda anche il ruolo della pittura nella sua vita: "Io sono bipolare e dipingere mi ha aiutato ad esprimere le mie emozioni, lo consiglio a tutti quelli che possono avere lo stesso tipo di problema".