L’obesità è probabilmente oggi (e in prospettiva lo sarà anche nei prossimi anni) il mercato più grande dell’industria farmaceutica, tanto che accanto alle grandi aziende sta attirando anche piccole realtà biotech. Al momento la sfida è tra il colosso europeo Novo Nordisk che nel 2021 ha rivoluzionato il settore e il gigante americano Eli Lilly, protagoniste negli ultimi mesi di un saliscendi sui listini.

Novo, diventata nel 2024 la società più capitalizzata in Europa, ha avuto un vero tracollo in Borsa (-60% nell’ultimo anno; - 9% negli ultimi 3 ani) a causa della concorrenza (in primis quella di Eli Lilly) e sul rallentamento delle vendite dei suoi farmaci. A luglio l’azienda ha rivisto al ribasso le previsioni di vendite e l’utile operativo per l’intero 2025. La nuova guidance prevede una crescita delle vendite tra l’8% e il 14%, al di sotto delle stime precedenti (13–21%).

Ma proprio nelle scorse settimane la battaglia tra Eli Lilly e Novo Nordisk si è riaccesa. L’azienda danese dopo una serie di passi falsi ha ottenuto l’ok dalla Fda all’utilizzo del suo farmaco dimagrante Wegovy per il trattamento di una malattia epatica, il dimezzamento del costo del suo farmaco antidiabetico e antiobesità, Ozempic e prosegue il successo anche di Rybelsus, il farmaco che si assume per bocca. Tutto questo, secondo gli analisti, potrebbe darle un vantaggio competitivo.