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Ford Capri, Opel Frontera, Fiat 600 e Topolino: così le nuove versioni si discostano dal passato
Le radio passano a ripetizione Storia d'amore di Adriano Celentano, Rose Rosse di Massimo Ranieri, Ma che freddo fa di Nada. Sono i grandi successi canori del 1969, anno di grazia per la musica italiana. Non sono molti quelli che possono permettersi di ascoltare queste melodie a bordo di un'auto, ma per coloro che siedono nell'abitacolo di una Ford Capri sarebbe possibile. Certo, l'autoradio non è di serie ma c'è la predisposizione per installarne una, dopo aver elargito un generoso esborso al rivenditore. Ed è proprio in quell'anno che debutta sulle strade europee la più americana delle coupé, una sportiva per famiglie, una tre posti dal cofano sporgente e dal motore ruggente.
Diventa il sogno di tanti, un desiderio alla portata persino della piccola-media borghesia del Vecchio Continente. Fino al 1986 la Capri resta un punto di riferimento, una Mustang all'europea, almeno nelle forme così evocative. Ford, però, la cancella e non ne pianifica una erede. Il mito, tuttavia, resta e cavalca il tempo. La Casa di Detroit, quindi, decide di rispolverare il fortunato nome e di appiccicarlo su un SUV di 4,6 metri a trazione completamente elettrica. È il 2024 e la Capri ritorna in scena, anche se col passato ha pochissimo a che vedere. Questo non è un caso isolato, affatto. I costruttori di lungo corso, in questi ultimi complessi anni, stanno attingendo al grande libro della loro storia per rispolverare nomi altisonanti di ieri per scatenare un effetto nostalgia attorno a un nuovo modello da lanciare. Una spinta positiva per riannodare i fili del destino e sancire le fortune nel mercato di una novella auto.






