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Una muscle car in formato pick-up, che si prende gioco del traffico e dei luoghi comuni. Guidata tra Roma, Siena e Viterbo, è stata la compagna perfetta per un viaggio fuori dagli schemi

C’è un momento preciso in cui capisci che stai guidando qualcosa di diverso. Succede al volante del Ford Ranger Raptor. Questo avviene nel momento in cui ti lasci Roma alle spalle e prendi la Cassia verso Nord, mentre il sole — finalmente — torna a scaldare l’asfalto dopo un giorno di temporali estivi. Le campagne odorano di fieno bagnato, le pozzanghere riflettono un cielo pulito, e tu sei lì, a bordo di un bestione blu elettrico di oltre cinque metri e tre tonnellate, che invece di imporsi seduce.

È un pickup, d’accordo. Ma non chiamatelo mezzo da lavoro. Il Raptor è una dichiarazione di libertà. Ha la doppia cabina e il cassone, sì, ma anche il volante sportivo in pelle, i sedili riscaldabili regolabili elettricamente in otto direzioni, l'impianto B&O da otto speaker e uno schermo touch da 12” con Sync 4. Telecamere a 360 gradi, sensori ovunque, fari full LED e sospensioni da performance. Non è un’auto, è un’idea di mondo.