È la sua prima volta in concorso a Venezia, i suoi film sono quasi sempre stati lanciati a Cannes, anche se l'imprinting festivaliero l'ha ricevuto in Italia, al festiva di Torino nel 1984 con Stranger than paradise. Jim Jarmusch è in gara con Father Mother Sister Brother, un trittico su tre famiglie, ambientato in tre diverse location. Il capitolo sul padre nel New Jersey con l'amico Tom Waits, Adam Driver, Mayim Byalik («per ragioni produttive, ho avuto finanziamenti dallo stato di New York, dovevo girare entro trenta miglia: ho trovato una casa sul lago a 29 miglia e mezza dalla città»). Nel secondo la madre è Charlotte Rampling, alle prese a Dublino con le due figlie, Cate Blanchett e Vicky Krieps. L'ultimo è ambientato a Parigi («La amo, è la seconda città»,dice il regista nato in Ohio): protagonisti due gemelli, Indya Moore e Luka Sabba. «Non so da dove diavolo sia venuta l’idea per questo film, in realtà non lo capisco mai. Spesso mi porto dietro suggestioni per anni. Quando poi scrivo, vado veloce, questo l’ho scritto in tre settimane. Mi piace molto la struttura in capitoli, sia nel cinema che nella letteratura. Questi tre sono interconnessi, uno senza l’altro non avrebbero senso».
Jim Jarmusch: «Non so da dove arrivano le mie storie. Io e Benigni amici, ci sentiamo sempre»
Il regista americano per la prima volta in concorso a Venezia con il trittico «Father Mother Sister Brother» con Tom Waits e Cate Blanchett












