Venezia – Leone d’oro – Il ritorno di Jim Jarmusch, a sei anni dal vampiresco I morti non muoiono, è con Father mother sister brother, un trittico di storie sul filo del surreale umorismo con cui il regista americano ha abituato il suo pubblico. Un esercizio di stile, un film ad episodi sui difficili rapporti fra genitori e figli. Tre storie: un padre (Tom Waits) nel New Jersey vive solo al bordo di un lago facendo credere ai figli di essere in grave crisi economica, una madre (Charlotte Rampling) a Dublino incontra le figlie Timothea (Cate Blanchett) e Lilith (Vicky Krieps) solo una volta l’anno per un tè in un salotto da casa delle bambole, infine a Parigi due gemelli dovranno affrontare il vuoto lasciato dai genitori. In sala distribuito da Lucky Red nel 2026.
"The voice of Hind Rajab", la regista ben Hania: "Il cinema crea empatia, l'umanità ne ha bisogno"
Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria – The voice of Hind Rajab della regista tunisina Kaouther Ben Hania è il film che ha commosso Venezia, che smuove le coscienze. In un’ora e mezzo il film trasporta lo spettatore nel call center della Mezzaluna rossa a Ramallah dove per tre ore la bimba palestinese di cinque anni e mezzo Hind è stata al telefono con gli operatori che hanno cercato disperatamente di mandare una squadra a salvarla mentre intorno a lei l’esercito israeliano sparava senza distinzione. Il film che utilizza i veri audio delle telefonate tra la bimba, lo zio in Germania e gli operatori è un grido di aiuto che diventa quello di migliaia di persone, e migliaia di bambini, oggi intrappolati a Gaza. La data di uscita nelle sale italiane del film distribuito da I wonder sarà annunciata nei prossimi giorni.











