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31 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 13:46

Un appello rivolto alla guerra in Ucraina, affinché si trovi la via del negoziato e del dialogo. Alla fine della “pandemia di armi” nel mondo che uccide i bambini, come avvenuto in Minnesota nei giorni scorsi e infine parole di accoglienza sui migranti, mentre cita espressamente l’insegnamento del Vangelo: “Ero straniero e mi viene avete accolto”. L’intervento di Papa Leone dopo l’Angelus è stato improntato su questi temi, a cui si è aggiunta anche la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, istituita dieci anni fa da Papa Francesco e che si celebra il 1° settembre.

“Cari fratelli e sorelle – ha detto il Papa, affacciandosi alla finestra dello studio, nel Palazzo apostolico Vaticano – purtroppo la guerra in Ucraina continua a seminare morte e distruzione anche in questi giorni i bombardamenti hanno colpito diverse città, compresa la capitale Kiev, causando numerose vittime; rinnovo la mia vicinanza al popolo ucraino e a tutte le famiglie ferite. Invito tutti a non cedere all’indifferenza ma a farsi prossimi con la preghiera e gesti concreti di carità”. “È tempo che i responsabili rinuncino alla logica delle armi e imbocchino la via dei negoziati e della pace, con il sostegno della comunità internazionale”, ha poi aggiunto, rinnovando l’appello “a un immediato cessate il fuoco”. “La voce delle armi deve tacere e si alzi quella della fraternità e della giustizia”, ha affermato. Un passaggio dell’intervento, in inglese, è stato dedicato anche alle “vittime della sparatoria” di Minneapolis, “in particolare i bambini”, affinché “si fermi la pandemia delle armi, grandi e piccole, che infettano il nostro mondo”.