«Le donne riescono a dare al cinema quel tipo di approccio creato su misura per il cliente, quello che oggi chiamiamo taylor, molto più di quanto possono fare gli uomini. Oggi, imprescindibilmente il cinema d'essai, ma anche il cinema commerciale, deve cambiare pelle e iniziare a lavorare con un'attenzione molto più spiccata verso il pubblico, che, io credo, quando è coordinata da una visione femminile ha molta più efficacia e molto più valore». Giuliana Fantoni alla Mostra del cinema di Venezia si è presentata in doppia veste. Direttrice del Cinema Edera (l'Edera Film Festival ieri è stato protagonista nello spazio Regione del Veneto, tema la leadership femminile) e presidente Fice (Federazione italiana cinema d'essai), prima donna a ricoprire questo incarico. Così come doppio è stato anche il modello che Giuliana, esempio concreto e tangibile di leadership femminile, ha respirato nella sua vita. Quello di papà e quello di mamma.
«Pur avendo il doppio modello sia di mia madre che di mio padre - ha raccontato -, riconosco però che, sicuramente la tenacia e la caparbietà di mio padre ci hanno garantito contrattualmente la possibilità di lavorare, ma la cifra e il fascino nel pubblico di mia madre, il suo modo di lavorare, funzionavano. Perché affascinava al cinema. E io non ho fatto altro che replicare questo modello, affascinata io stessa dal suo modo di farmi appassionare al cinema. Oggi è il pubblico stesso a premiare questo tipo di lavoro».








