"Ho interpretato sempre donne che avevano qualcosa da dire.

Ognuna è una gemma del mio gioiello. Nel mio film d'esordio ho raccontato la storia di Franca Viola, una ragazza degli anni Cinquanta che ha detto: 'Io non ci sto'. Con tutti gli strumenti che abbiamo oggi, non dobbiamo mai dimenticare la forza che abbiamo dentro. Noi donne abbiamo la forza di cambiare il mondo". Sono le parole con cui Ornella Muti, acclamatissima al Giffoni Film Fest, lancia un messaggio potente ricordando il suo film d'esordio, "La moglie più bella" di Damiano Damiani, che si ispira alla storia di Franca Viola, la prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore.

Il ruolo che più di tutti le è rimasto dentro? "Non potrei scegliere un solo film - risponde -. Ognuno è parte di me. Posso però dire che Codice privato di Maselli è stata un'esperienza che mi ha segnato perché quel film era pensato esclusivamente per me, recitavo da sola e tutto ruotava intorno a me. Ma tutti i miei film sono miei bambini". Alcuni personaggi restano dentro a lungo, spiega, "come Immacolata, nello spettacolo teatrale L'Ebreo. Ho avuto il timore che Immacolata non sarebbe mai uscita dal mio corpo. Ma poi devono uscire fuori, altrimenti finisci per impazzire".