Egregio direttore, la presidente Meloni ha fatto poker al recente Meeting di Rimini. Una combinazione di controllo mediatico della comunicazione unita a una sfilza di dichiarazioni già espresse: reazione sproporzionata del governo israeliano, liberazione degli ostaggi di Hamas, l'irrilevanza geopolitica dell'Unione europea. Una combinazione infarcita di accuse ai giudici che, a suo giudizio, impediscono di far "rispettare la legge dello Stato italiano" (questo è il colmo); di una retorica demagogica sull'uso della droga, sulla natalità, sulla casa ai giovani. Un discorso salutato da un'ovazione, che contribuisce a mascherare una realtà molto amara, fatta di povertà, di precariato, di malasanità, di mortificazione di libertà costituzionali, di sterminio di intere popolazioni, combattuta a suon di retorica e di illusioni.
Cosimo Moretti
Martellago (Venezia)
Caro lettore, non è mia intenzione discutere le sue affermazioni e le sue granitiche certezze. Perché, si chiederà, pubblico allora la sua lettera? Perché, mi permetta la franchezza, è un esempio da manuale di un certo, assai diffuso approccio alla politica. Manicheo ed ermeticamente chiuso all'altro e alle sue ragioni. Leggere sempre la realtà attraverso le lenti sfuocate e distorte dell'appartenenza, rifiutandosi a priori di considerare ciò che sostiene chi non appartiene allo stesso schieramento, anzi delegittimandolo o ridicolizzandolo, relegandolo a mera propaganda, produce come risultato quello di non comprenderla, di offrire a sé stessi e agli altri una rappresentazione artefatta e consolatoria, esclusivamente piegata alle proprie convinzioni.









