La Procura federale della Federazione italiana nuoto ha deciso: sarà aperta un'inchiesta sul caso che ha travolto le due giovani stelle della vasca azzurra. Da un duty free di Singapore fino ai palazzi dello sport italiano, la vicenda che coinvolge Benedetta Pilato, 19 anni, e Chiara Tarantino, 21, si è trasformata in un terremoto. Nel dossier ci sono immagini di videosorveglianza, borse perquisite, passaporti trattenuti e social cancellati.
Le protagoniste della vicenda non sono due sportive qualunque. Pilato, tarantina, bronzo mondiale nei 50 rana, da lunedì inizierà ad allenarsi al Circolo Canottieri Aniene di Roma dove si allenerà con i tecnici della velocità, dopo due stagioni a Torino: ha solo 20 anni ed è un fenomeno di precocità come fu Federica Pellegrini. Tarantino invece, pugliese, tesserata per In Sport Vimercate e appartenente al gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, rappresenta il volto di un'altra Italia del nuoto, quella che porta in vasca anche l'impegno della divisa. Per lei il rischio non è solo sportivo: oltre alla maglia azzurra c'è il peso dell'appartenenza alla Guardia di Finanza, che rende le conseguenze potenzialmente ancora più gravi.
Tutto accade al rientro da una vacanza a Bali, durante lo scalo a Singapore. In un duty free spariscono alcuni oli essenziali mai passati dalla cassa: le telecamere mostrerebbero Tarantino mentre li nasconde nella borsa della compagna di squadra senza che quest'ultima se ne accorga. È l'inizio del caos: fermo di polizia, passaporti trattenuti, interrogatori negli uffici dello scalo. Con loro viaggiavano anche altre due azzurre: la trevigiana Anita Bottazzo, specialista nei 50 e 100 rana, attualmente di base negli Stati Uniti, e Sofia Morini, giovane promessa dello stile libero. Entrambe vengono identificate e subito rilasciate, estranee ai fatti.












