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Venerdì la Corte d’appello federale degli Stati Uniti, che si occupa dei ricorsi nei casi che riguardano il commercio internazionale, ha stabilito che molti dei dazi imposti dal presidente Donald Trump negli ultimi mesi sono illegali, e che dovrebbero essere annullati. Ha rimandato però il loro annullamento a metà ottobre, dando il tempo all’amministrazione statunitense di fare ricorso alla Corte Suprema.
I dazi sono presentati da Trump come uno dei suoi principali successi, e il principale strumento per convincere gli altri paesi ad accettare accordi favorevoli per gli Stati Uniti, perciò un intervento giudiziario che ne comprometta l’efficacia potrebbe metterlo in grossa difficoltà. Trump ha accolto la decisione molto male, come c’era da aspettarsi, dicendo che se i suoi dazi dovessero essere eliminati sarebbe un «disastro totale per il paese». Ha detto che farà ricorso alla Corte Suprema, composta per la maggioranza da giudici favorevoli alle sue posizioni. Non è comunque scontato che si pronuncino a suo favore, visto che in questi mesi diversi avvocati e accademici esperti, anche conservatori, avevano a loro volta definito illegale il modo in cui Trump ha introdotto i dazi.













