«Oggi l'intellettuale ha il bavaglio. Non parla perché è terrorizzato», così ha detto Battistelli all'agenzia Ansa, sconfinando sul Leoncavallo, lo storico Centro sociale di Milano sfrattato: «Ho trovato lo sgombero una violenza, ho sentito uno strappo dentro. Faccio un appello alla Scala, che potrebbe fare un concerto fuori dal Leoncavallo». E aggiunge: «Oggi c'è una omologazione dei festival e dell'ascolto, quello a cui non siamo abituati è visto come un nemico, nessuno accetta le dissonanze» e questo è vero nella musica «come nella società».