QUINTO (TREVISO) - Alberto Zago, il 33enne accusato di aver accoltellato un professore di 62 anni in via IX Febbraio a Bassano del Grappa perché gli aveva negato una sigaretta, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al gip di Vicenza Chiara Cuzzi nell'interrogatorio di convalida del fermo per tentato omicidio avvenuto martedì scorso. A rompere il silenzio c'ha pensato la madre, presente ieri in tribunale. «Chiedo scusa per mio figlio alla famiglia del professore ferito - ha affermato la donna, che ha potuto riabbracciare il 33enne per qualche secondo prima e dopo l'udienza - Abbiamo cercato di aiutare Alberto in tutte le maniere possibili. E poi mi chiedo: se avesse avuto un supporto maggiore si sarebbe potuto evitare quello che è accaduto? Sono davvero dispiaciuta, è che con Alberto non sappiamo più cosa poter fare».
Assistito dall'avvocato Enrico Villanova, Zago ha ribadito di non ricordare nulla di quanto accaduto, di aver avuto un blackout di tre giorni, da domenica a martedì, quando cioè un tassista lo ha riconosciuto facendo intervenire i carabinieri che gli hanno stretto le manette ai polsi. «Alberto soffre di una patologia importante, una psicosi non completamente diagnosticata che può sfociare in schizofrenia - afferma l'avvocato Villanova - Ci affideremo alla valutazione di un neuropsichiatra forense e suggeriremo un incidente probatorio per capire se al momento del fatto Alberto fosse capace di intendere e volere».














