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30 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 7:34

Jan Ziolkowski non è nato con un pallone tra i piedi, ma con un tatami sotto di sé. Suo padre, maestro di arti marziali e fondatore di una scuola di addestramento a Varsavia, lo ha cresciuto tra disciplina, sacrificio e rispetto delle regole. Alto quasi due metri, fisico slanciato e sguardo deciso, Ziolkowski è il nuovo volto della difesa della Roma. La società giallorossa lo ha strappato alla concorrenza di Lione e Udinese al termine di una lunga trattativa durata circa un mese: Frederic Massara ha finalmente portato il polacco alla corte di Gian Piero Gasperini. Il club giallorosso ha così deciso di investire su di lui: sei milioni di euro più bonus al Legia Varsavia, dove il ragazzo del 2005 è cresciuto passo dopo passo, tra fatiche e profezie.

Una di queste lo accompagna da anni: “Un giorno giocherai nel Real Madrid”, disse di lui (a soli 15 anni) il suo ex allenatore al Polonia Varsavia Michał Libich. Parole che fanno sorridere, ma che riportano alla mente la predizione che José Mourinho fece per Dean Huijsen, oggi davvero sbarcato al Bernabéu. Eppure, in principio, il destino di Ziolkowski sembrava scritto altrove. I suoi eroi non erano calciatori, ma guerrieri: Jan Maciej Błachowicz, campione UFC, e Mamed Chalidov, leggenda delle arti marziali polacche. A calcio ci giocava, ma inizialmente era solo una passione alimentata dal tifo per il Legia (il cui stadio sorge a pochi passi dall’ospedale dov’è nato) e dai poster dell’ex capitano del Torino Kamil Glik appesi in camera. Poi, a 15 anni, fu ancora Libich a spronarlo. Lo guardò negli occhi e gli disse: “Mi ricordi Bednarek. Tu hai tutto per diventare un grande difensore”. Quelle dimostrazioni di stima gli cambiarono la vita.