ROMA – Chissà se anche Nicolò Zaniolo, in queste ore, si sta chiedendo: «Perché sempre io?». L’ultimo atto della sua stagione è un pomeriggio finito a colpi di referti medici, indagini della procura federale e accuse di aggressione: un vociare che ha attraversato l’Italia. Ma nessuno, neanche lui, si è chiesto perché. A tre anni quasi esatti dal suo gol più importante, quello che regalò alla Roma la Conference League, Zaniolo è tornato in copertina. E senza nessun gol da celebrare.
Zaniolo, rissa con due giocatori della Roma Primavera
Lunedì pomeriggio era appena terminata la semifinale scudetto Primavera, a Firenze, tra Fiorentina e Roma, vinta 2-1 dai viola. Lui era ad assistere alla partita al Viola Park con il procuratore Vigorelli e con l’amico Gaspare Galasso, famoso per essersi imbucato alla premiazione del Real a San Siro per la Champions del 2016. Zaniolo a fine partita è andato al bagno, accanto agli spogliatoi delle squadre. Uscendo, si è congratulato con i calciatori della Fiorentina. Da qui in poi, le versioni divergono enormemente. Lui giura volesse consolare i romanisti sconfitti. I racconti che emergono da Roma, e che la Roma ha diffuso con due comunicati ufficiali, parlando di una vera e propria “aggressione”.










