Sanzioni a Israele, il vento sta effettivamente cambiando. Le ipotesi sullo sfondo restano da mettere a fuoco ma di certo l’atteggiamento nei confronti di Tel Aviv, ieri a Copenaghen, dove sono riuniti i ministri degli Affari esteri europei, si era, come minimo, «inasprito». Il vertice informale, il cosidetto Gymnich meeting, non prevede decisioni. Ma questa mattina alle 7 e 15 il ministro degli Esteri Antonio Tajani farà colazione con il collega tedesco Johann Wadephul: «Ci sarà una posizione comune di Italia e Germania».

Meno orientata alla sospensione dell’art. 2 dell’accordo tra Ue e Israele e assai più indirizzata verso le sanzioni nei confronti dei coloni: «Secondo me — ha proseguito Tajani — bisogna incidere soprattutto attraverso sanzioni da infliggere in modo particolare contro i coloni più violenti». Si tratta di sanzioni nei confronti di individui, e non sarebbero le prime, ma il cui numero potrebbe essere aumentato di parecchio. Un’idea, quella delle pressioni sui coloni, del tutto condivisa da Giorgia Meloni. Ma da Copenaghen si apprende che qualche tipo di sanzione individuale potrebbe riguardare anche alcuni ministri israeliani. Mentre difficilmente passerà il ridimensionamento del programma di collaborazione scientifica Horizon, richiesto da Svezia e Olanda.