Il doppio colpo del sito in cui mogli ignare venivano fotografate, messe in Rete e commentate in maniera sessista e volgare, e quello del portale Phica.ue in cui avveniva lo stesso meccanismo di commenti squallidi di immagini di donne famose e non — tra le prime politiche, attrici e giornaliste — ha scosso l’opinione pubblica e la politica. Perché esiste un limite anche alla libertà del web, e qui è stato ampiamente superato, con violazioni della privacy che possono rovinare vite, offendere, ferire o perfino portare ad atti di violenza. Per questo sono intervenute anche la premier Giorgia Meloni promettendo massima severità, la sorella Arianna (entrambe sul Corriere della Sera ), ma comunque tutte le esponenti di forze politiche e non solo, tutte vittime di un gioco squallido. E quindi adesso il governo ha un altro tema da affrontare direttamente, sul quale bisognerà lavorare con precisione, perché come spiegano dal ministero della Famiglia è un terreno dove operare e legiferare è difficile, viste le normative europee e il crinale delicatissimo tra libertà di espressione e reato.