George Clooney, nel nuovo film di Noah Baumbach Jay Kelly, torna alla mostra del cinema di Venezia con un personaggio che è una sorta di alter ego dello stesso interprete, visto che in comune hanno il fatto non da poco di essere entrambi due divi del cinema a livello globale.Ma anche il fatto di essere entrambi non più giovanissimi in un’industria cinematografica che sta cambiando a un ritmo impressionante (Proprio l’anno scorso George Clooney e Brad Pitt a Venezia con il film Wolfs - Lupi solitari avevano raccontato di come avesse perso la loro battaglia per far uscire il titolo al cinema prima che in piattaforma su Apple TV) e in cui la definizione stessa di divismo è in evoluzione, forse in via di estinzione. Ma per capire il senso del film bisogna tornare a indietro a Eva contro Eva – parliamo del 1950 - al momento in cui l’attrice teatrale interpretata da Bette Davis, facendo un bilancio della sua vita diceva una frase che a Noah Baumbach è rimasta in testa (è stato lui a citarla): “Le cose che lasci cadere mentre sali la scala, per poter andare più veloce, dimentichi che ti serviranno di nuovo”.Infatti, Jay Kelly, presentato in concorso al festival del cinema di Venezia e dal 5 dicembre su Netflix, è una riflessione di oltre due ore sul tema. Ma – non intendo spaventare nessuno – tutt’altro che noiosa. Al contrario.Al suo fianco, troviamo Ron, interpretato da Adam Sandler, nella parte del suo manager: l’uomo che gli è stato accanto per gran parte della sua carriera, che lo ha aiutato nelle scelte, sostenuto, un “amico” che, però, gli fa notare a un certo punto Jay si prende il 15 per cento dei suoi guadagni. Il film si apre con una lunga scena meravigliosamente caotica di set. Jay Kelly è all'ultimo ciak, il suo personaggio per terra è morente (Non a caso ha fatto notare Baumbach, visto che anche la sua vita e la sua carriera sono a un bivio e il personaggio che è stato fino a quel momento sta per cessare di esistere). Dopo aver tentato di ristabilire un contatto con la figlia maggiore – tentativo che fallisce miseramente – Jay decide di stravolgere i piani accuratamente preparati dal suo manager e raggiungere la figlia più piccola in viaggio tra Italia e Francia. Inizia così la parte on the road del film con Jay, Ron e parte del suo team che a bordo di un jet privato arriva a Parigi per poi salire su un treno – questa volta per comuni umani non per vip – diretto in Toscana dove l’attore verrà omaggiato di un premio, che aveva precedentemente rifiutato ma che adesso gli torna utile come scusa. Per lui si tratta di un bagno di realtà come non sperimentava da anni che, insieme all’accoglienza fredda della figlia e alla fuga della sua publicist (Laura Dern), lo costringe a fare un bilancio di quelle cose che aveva lasciato cadere mentre saliva la scala verso il successo di cui dicevamo all'inizio.La sceneggiatura scritta dallo stesso Noah Baumbach con Emily Mortimer (al suo debutto in questo ruolo) riflette l’amore per il cinema del regista, ma anche la sua conoscenza dell’ambiente. Una “gag” ricorrente e che funziona ogni volta è quella della cheesecake. Jay Kelly, come ogni divo che si rispetti, ha una sorta di manualetto per l’uso che lo precede ovunque vada in modo che l’accoglienza sia adeguata. In realtà, però, non dev’essere stato aggiornato, perché ovunque trova ad attenderlo a una fetta di cheesecake che non ricorda neppure di aver amato negli anni passati.Anche il rapporto tra lui e il suo manager è altrettanto accurato in certi meccanismi ma al regista serve soprattutto come metafora umana universale. Da un lato c’è chi come Jay ha messo se stesso e i propri obiettivi al centro di tutto, sacrificando famiglia, relazioni, figli. Dall’altro c’è chi come Ron, ha vissuto sì in funzione del successo di qualcun altro, ma è anche riuscito a mantenere un equilibrio con la parte privata.Oltre alla bellissima scena iniziale, resta impressa quella del tributo in cui Jay Kelly rivede sullo schermo un montaggio di clip dei suoi film e si rende conto in qualche manciata di secondi di tutto quello che ha fatto ma anche di tutto quello che ha scelto di non fare. Gli occhi gli si velano di commozione prima di decidere di buttarsi in mezzo alla folla e scatenarsi sulle note di Rumore di Raffaella Carrà.
George Clooney diverte e commuove recitando quasi nella parte di se stesso in Jay Kelly
Il film è stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e arriverà su Netflix il 5 dicembre













