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29 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 17:00

Il pil italiano va lievemente sotto zero nel secondo trimestre, stretto da una parte dai dazi di Trump e dal dollaro debole, dall’altra dai consumi piatti complici i continui rincari del ‘carrello della spesa’. La stima completa dei conti economici trimestrali, diffusa dall’Istat, conferma una flessione dello 0,1% che riflette i contributi nulli dei consumi delle famiglie e della spesa pubblica, il sostegno degli investimenti (+0,2 punti percentuali) e delle scorte (+0,4 punti), a fronte di un pesante segno meno della domanda estera netta (-0,7 punti). Dal lato della produzione, sono risultate in calo sia l’agricoltura (-0,6%) sia l’industria (-0,3%), mentre i servizi restano stabili. A complicare il quadro è arrivato anche il dato sull’inflazione: ad agosto il “carrello della spesa” ha registrato un aumento annuo del 3,5% (dal +3,2% di luglio), mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto sono saliti del 2,4%. Un mix che mette ulteriormente sotto pressione i bilanci delle famiglie. Le associazioni dei consumatori e le opposizioni attaccano.

“Consumi al palo: si conferma il rischio recessione tecnica, ossia due trimestri consecutivi di Pil negativo”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. “A salvarci potranno essere solo i servizi, se vi sarà un buon andamento del turismo durante l’estate. Inoltre, pende come una spada di Damocle il problema dei dazi che, anche se secondo le previsioni del Mef avrà un impatto sul Pil di 0,5 punti nel 2026, in questo contesto di crescita bene che vada asfittica, potrebbe significare il colpo di grazia alla nostra economia”.