Il social X, già da quando si chiamava Twitter, è la sede naturale di polemiche e rivendicazioni politiche: tanto che oggi sembra quasi normale che un politico come Robert F. Kennedy Jr, punto di riferimento per gli antivax americani nonché incidentalmente ministro della salute nell’amministrazione Trump, rivendichi proprio su X una decisione che renderà più difficile vaccinarsi contro il Covid, soprattutto per i bambini, e lascerà le loro famiglie in una nuova incertezza.
Le quattro promesse di Kennedy
“Ho promesso quattro cose” ha scritto Kennedy il 27 agosto. “1. Rimuovere l’obbligo di vaccinazione. 2. Lasciare l’accesso ai vaccini per le persone che li vogliono, specialmente i vulnerabili. 3. Chiedere sperimentazioni alle aziende. 4. Far finire l’emergenza. In una serie di azioni della FDA abbiamo raggiunto tutti questi obiettivi”.
Uno studio promuove i vaccini. E Kennedy chiede alla rivista di ritirarlo
Fino a ieri il vaccino era disponibile in via emergenziale per i bambini dai sei mesi in su, e ora non lo sarà più per chi è sano: una decisione avversata da società scientifiche importanti come l’American Academy of Pediatrics, che segnala come i più piccoli (0 – 5 anni) abbiano un rischio maggiore di ricoveri rispetto ai bambini di età superiore e ammonisce contro il rischio di “balcanizzazione” delle politiche vaccinali, con genitori e medici costretti a navigare tra linee guida contraddittorie, assicurazioni incerte sulla copertura (creando quindi un problema di accesso economico alla vaccinazione) e Stati che potrebbero muoversi in direzioni divergenti.













