Con una mossa senza precedenti, il segretario alla Salute e ai Servizi Umani (HHS) Robert F. Kennedy Jr. ha azzerato il comitato scientifico che guida la politica vaccinale americana. A farne le spese diciassette membri del Comitato consultivo sulle pratiche vaccinali (ACIP) dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il gruppo che per decenni ha fornito raccomandazioni chiave sui vaccini negli Stati Uniti. Il tutto mentre l’amministrazione Trump blocca miliardi destinati ai nuovi vaccini a mRNA, la tecnologia che aveva salvato milioni di vite durante la pandemia.
Dietro lo slogan ufficiale «ripristinare la fiducia», prende forma una strategia che rischia di smantellare decenni di progressi nella prevenzione globale. La guerra contro l’mRNA - un tempo celebrato da Trump come il “gold standard” - segna la svolta più ideologica della politica sanitaria Usa. E il mondo osserva con crescente allarme.
Una mossa dal peso politico e sanitario
Ben oltre al cognome ingombrante, Kennedy Jr. si era conquistato gli oneri delle cronache per aver paragonato le restrizioni per il contenimento del Covid-19 a quelle degli ebrei perseguitati nella Germania nazista. Era il 2022 e oggi, a distanza di tre anni, il nipote di JFK è una figura centrale nell’amministrazione Trump. Ha giustificato l’epurazione dell’ACIP parlando di «ripristino della fiducia pubblica» e di «eliminazione dei conflitti d’interesse» all’interno del comitato. Ma per la gran parte degli esperti e della comunità scientifica non è altro che un attacco diretto all’autonomia e al rigore scientifico della sanità pubblica.














