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Lo scorso febbraio Robert F. Kennedy Jr. aveva promesso che se fosse diventato segretario alla Salute del governo statunitense (l’equivalente di un ministro) non avrebbe cambiato in modo radicale le regole sui vaccini. Le cose stanno andando diversamente: Kennedy ha ottenuto l’incarico e negli ultimi mesi ha preso decisioni che mettono in dubbio l’utilità o la sicurezza dei vaccini e ne scoraggiano l’uso. Ha anche limitato le capacità dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l’agenzia federale che si occupa di salute pubblica, e ha nominato in posizioni importanti persone che sostengono alcune delle sue convinzioni antiscientifiche.

Questo approccio è stato criticato da professionisti sanitari, accademici e ricercatori, ma anche da molti politici sia Democratici sia Repubblicani: giovedì durante un’audizione in Senato Kennedy ha risposto a varie domande sui vaccini, cercando di difendere il suo approccio dicendo anche cose fuorvianti o poco accurate. Quello che sta facendo non è sorprendente: Kennedy – che sì, fa parte di quella famiglia Kennedy: l’ex presidente John Fitzgerald era suo zio – è da tempo uno dei principali esponenti del movimento antivaccinista statunitense, e in passato ha sostenuto varie teorie infondate, come quella della falsa relazione tra vaccini e autismo. Ha sempre militato nel Partito Democratico, tanto che aveva sfidato Joe Biden alle primarie del 2024; oggi è indipendente, dopo essersi avvicinato molto al Partito Repubblicano e a Donald Trump.