Alta tensione nell'aula della commissione di vigilanza del Senato americano dove Robert Kennedy jr è stato torchiato per ore dai democratici, e anche da qualche repubblicano, sul caos vaccini e i licenziamenti ai Centers for Disease Control.

Il ministro della Salute Usa ha difeso le sue scelte, risposto alle domande e ascoltato gli interventi dei senatori per lo più in modo sprezzante - seduto sulla poltrona in modo rilassato, guardando il cellulare o sorseggiando dell'acqua.

D'altra parte, come ha fatto notare il New York Times, il nipote di Jfk è stato al centro del potere fin da bambino, quando giocava nello Studio Ovale. Suo padre e suo zio Ted erano entrambi senatori. Non ha mai rispettato il protocollo di Capitol Hill e non lo ha fatto nemmeno durante la sua audizione.

A un certo punto ad esempio ha replicato al democratico Ron Wyden, uno dei più agguerriti, che in fondo il caos della sanità dipende più da chi è da decenni al Congresso: "Senatore, da quanto tempo è seduto su quella sedia? Venti, venticinque anni, mentre le malattie croniche nei nostri bambini salivano al 76% e lei non diceva nulla", ha attaccato. Sulle questioni più tecniche, invece, è sembrato meno efficace.

Era la prima volta che Kennedy jr si presentava a Capitol Hill da maggio quando ha difeso i massicci tagli al suo dipartimento. E nell'ultima settimana nella sanità americana è successo di tutto: la Food and Drug Administration ha significativamente ridotto l'accesso al vaccino contro il Covid, la direttrice dei Cdc è stata silurata e altri quattro alti funzionari dell'Agenzia si sono dimessi, California, Oregon e Washington hanno annunciato l'intenzione di formare una "alleanza sanitaria" per sfidare Kennedy e la Florida diventerà il primo Stato degli Usa ad abolire tutti gli obblighi di vaccino, compresi quelli per i bambini in età scolastica.