MONTEBELLUNA (TREVISO) - «Era un commento ironico, tanto che in diversi hanno colto come stessi scherzando e mi hanno anche risposto. Le mie parole sono state travisate. Quello che ho scritto è stato erroneamente interpretato». Si difende così la professoressa montebellunese salita agli onori della cronaca per via di un commento postato sui social a proposito dei cosiddetti bikers bulli, i ragazzini che, in sella alle loro biciclette, impennano tra le auto in coda o ferme al semaforo rosso con fare spesso e volentieri provocatorio e di sfida verso gli automobilisti. Una situazione che ha generato tensione a Montebelluna, dove va avanti da mesi, ma anche in altri Comuni limitrofi, dove sta iniziando ad espandersi questo fenomeno. Che è anche social, visto che le acrobazie sulle due ruote vengono riprese e poi postate dai ragazzi sui vari social network.
L'esasperazione di cittadini e residenti, stremati ma anche (e soprattutto) intimoriti da questi giovani che sfrecciano e impennano pericolosamente tra le auto, ha trovato in diverse occasioni sfogo sui social. Dove in molti si sono lasciati andare a commenti critici verso i ragazzi. Tra questi anche quello della prof in questione: «C'è ancora il cric o martinetto nelle auto??» ha scritto sul web. Un commento in merito al quale precisa: «Era ironico e nelle risposte diversi utenti lo hanno capito». Il suo non è stato l'unico commento. «Una tanica di benzina e si risolve il problema alla radice» ha scritto un altro utente.







