Hans Roth e Fabio Osti si accorsero subito che «Maurina», che rugliava davanti a loro, imbrigliata in un laccio d’acciaio, era insolitamente piccola, per essere un’orsa adulta. I due uomini si guardarono soddisfatti: la trappola aveva funzionato. Dosarono con cura l’anestetico — troppo, e l’avrebbero uccisa; troppo poco, e si sarebbe svegliata durante l’operazione — e le spararono un dardo. La caricarono su una bilancia: pesava solo 50 chili; un’orsa nana, con la zampa posteriore sinistra paralizzata in modo innaturale. Tirarono fuori il radiocollare e glielo infilarono al collo. Era il 13 agosto 1976, il sole esuberante dell’estate splendeva sopra la Valle dello Sporeggio. Gli orsi in Trentino, in quel momento, erano rimasti pochissimi.