I giornali, i siti, il racconto mediatico di ieri costituiscono un caso preziosissimo di “esperimento cruciale”. Non per stabilire la verità di una teoria scientifica, come voleva Francis Bacon, ma per smascherare il doppiopesismo dell’ideologia contemporanea. Raffiguriamoci il seguente esempio. Minneapolis: un pazzoide machista con la bandana confederata in odor di suprematismo bianco entra in una scuola statale e spara a casaccio sui bambini. In un video pubblicato su YouTube il killer ostenta alcuni messaggi sui caricatori delle armi, tra cui “Uccidi Kamala Harris” e “I palestinesi devono morire”.

Ora, immaginiamoci il CU (Commento Unico) del TPC (Trombone Progressista Collettivo). Tragedia dell’odio negli States, la strage sovranista dei bambini, il frutto avvelenato del trumpismo, in America c’è il fascismo per le strade, non c’è più l’America. E poi speciali di profilazione sul criminale Maga, maratone televisive con inviati indignati dagli attici di Manhattan e professionisti dell’apocalisse antitrumpiana, Alan Friedman a reti unificate, articolesse in serie di Veltroni sull’onda nera delle destre assassine, #Trumpshooting che monopolizza la bolla social. L’unico elemento che corrisponde è il luogo, Minneapolis. L’assassino è il 23enne Robin Westman, transgender dichiarato (il nome originario era Robert) e attivista Lgbt. La scuola dove purtroppo due bambini di 8 e 10 anni sono stati falciati dalle pallottole (e 17 feriti) è un istituto cattolico. Le scritte sulle armi recitano “Uccidi Donald Trump” e “Israele deve morire”.