La terapia del freddo è da tempo uscita dai ristretti ambienti dello sport d’élite, dove viene già usata per ridurre l'infiammazione e il dolore muscolare dopo l'esercizio fisico. La pratica di bagni e docce fredde ha guadagnato ampia popolarità anche tra gli amatori che, un cappello di lana e un costume, si immergono felici in acque gelide noncuranti della stagione.

Ad aver contribuito a tanta celebrità c’è il guru della crioterapia Wim Hof, detto Iceman, che combina tecniche di respiro, meditazione e varie attività estreme sulla neve e sui ghiacci. Ma non serve arrivare a tanto, basta anche solo immergere i piedi in un torrente, assicura Andrea Bianchi, esperto italiano di terapia del freddo e autore di La via del freddo alla felicità (2020), dal 29 agosto in libreria con Cold Therapy, sempre per Vallardi, dove illustra tante altre piccole pratiche quotidiane per avvicinarsi a un nuovo modo di vivere l’ambiente circostante.

Sonno, ghiaccio e galleggiamento: così i campioni recuperano la fatica

26 Ottobre 2023

“Il freddo, da temuta minaccia, può diventare il nostro migliore amico e maestro” scrive Bianchi, i cui corsi annuali e campus sono frequentati da un pubblico crescente e molto eterogeneo: “Sono insegnanti di yoga, psicologi, guide ambientali, di ogni età, da trentenni a ultraottantenni” racconta. “Il mio metodo si avvicina allo yoga, si basa su un profondo rilassamento indotto dalla respirazione proprio nel momento dell’esperienza del freddo, rendendola gestibile. Così, chi lo pratica arriva a restare anche dieci minuti immerso a 12 gradi centigradi senza soffrire e senza pensare soltanto di voler uscire. Insegnare alle persone a rilassarsi è quanto mai utile in una quotidianità di stress cronico”. L’ambiente naturale gioca un ruolo importante nel benessere riportato da tutti gli appassionati: “La natura, come le immersioni in laghi o torrenti alpini, fa da amplificatore al benessere regalato dal freddo ma anche le docce fredde vanno benissimo”.