Con le basse temperature di questo gennaio, la tentazione di rinchiudersi in casa è forte e diffusa. Ma allacciare le scarpe e uscire per una passeggiata o una corsetta è la cosa giusta da fare. “Coprendosi adeguatamente, a strati e non ostacolando la traspirazione, sempre evitando di restare all’aperto sudati a chiacchierare alla fine dell’attività, si riduce il rischio di malanni che, voglio ricordare, non sono causati dal freddo”. A parlare è Antonio La Torre, professore associato di Scienze motorie dell'Università degli Studi di Milano Unimi e direttore tecnico e scientifico della Fidal, in una stagione d’oro per l’atletica azzurra. La Torre guiderà le squadre nazionali fino al 31 dicembre 2028, prossima tappa le Olimpiadi di Los Angeles.
I benefici dell’allenamento all’aperto
In una revisione della letteratura sull’attività all’aperto scrive: “Praticare sport e attività fisica all'aria aperta può apportare benefici sociali, psicologici e fisiologici. Sono documentati effetti preventivi anche nei giovani e negli anziani nei confronti di diverse patologie”. Lo stesso vale quando il termometro scende, assicura. La ricerca ha svelato le risposte fisiologiche dell’organismo studiando in primis gli atleti: “Alle temperature sotto i 5 gradi o sopra i 35 gradi c’è una perdita di efficienza di circa il 5%. Le migliori performance in maratona si ottengono, infatti, con temperature tra 12 e 14°. Se si sale sopra i 35 gradi sono favorite solo le prestazioni esplosive come, per esempio, i 100 metri e il salto in alto” dice La Torre che ha anche allenato tanti campioni olimpici della marcia.








