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L’anno accademico che inizierà a settembre sarà il primo dall’abolizione del test di ingresso per l’accesso ai corsi universitari di medicina, odontoiatria e veterinaria, decisa con una riforma dello scorso marzo. Finora chi voleva iscriversi a uno di questi corsi doveva superare un test a risposta multipla, ora il test è stato sostituito da un esame al termine del primo semestre, che è aperto a tutti e viene soprannominato “semestre filtro” (proprio perché serve a ridurre il numero degli iscritti alla facoltà, un po’ come il vecchio test).
Attorno ai tradizionali test d’ingresso a queste facoltà esisteva da anni tutto un settore di aziende specializzate anche in corsi di preparazione a quei test, con migliaia di studenti iscritti ogni anno che generavano buona parte del loro profitto. Per come era stata presentata e raccontata la riforma – come un’abolizione del numero chiuso – il futuro di queste aziende era incerto, ma nei fatti le cose non sono cambiate granché: l’esame finale del “semestre filtro” è di fatto una selezione spostata più avanti nel tempo e in buona parte basata sulle stesse materie. Molte di queste aziende si sono quindi semplicemente adattate al nuovo sistema.









