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Da quando esistono i telefoni cellulari e in particolare gli smartphone, esistono anche rari bar e ristoranti che provano a limitarne l’uso esponendo cartelli con scritte provocatorie come: «In questo locale non c’è il Wi-Fi: posate il telefono e parlatevi». A lungo questo approccio è stato sminuito come tipico di alcune persone anziane ostili al progresso tecnologico, o degli “anticonformisti di turno” che cercano di promuovere in modo un po’ brusco la convivialità “di una volta”.
Più di recente però quest’idea si è rivelata una vincente trovata promozionale per attrarre nei locali persone giovani, che abitano nelle grandi città e che vivono l’uso degli smartphone come una specie di dipendenza. Sono diventati sempre più comuni infatti gli eventi che puntano sullo stare “offline”, cioè i cui gli obiettivi dichiarati sono “disintossicarsi” dall’uso degli smartphone e valorizzare le interazioni sociali dal vivo. Avvengono in locali, bar o spazi pubblici come parchi, dove si chiacchiera, si legge, si scrive, si fa la maglia o si gioca. L’unica regola, appunto, è non usare dispositivi collegati a internet.
Un progetto di questo tipo che si sta espandendo molto velocemente in Europa è The Offline Club, ideato nel 2021 da tre ragazzi di Amsterdam. Oggi è presente in altre città europee: Londra, Parigi, Barcellona, Berlino, Lisbona, Copenhagen, Colonia e dallo scorso ottobre anche in Italia, a Milano.










