L’infarto? Potrebbe essere legato ad un’infezione che scatena l’infiammazione all’interno dell’arteria coronarica, fa rompere la placca e fa travasare nel vaso quella “pappa” che alla fine blocca la circolazione. A far trapelare l’ipotesi infettiva, che si aggiunge a quella ampiamente confermata che vede il colesterolo LDL ossidato scatenare i processi che portano all’ostruzione del vaso e all’ischemia cardiaca, è una ricerca apparsa sul Journal of American Heart Association.
Colesterolo-LDL e rischio infarto, ecco l’enzima che attiva gli spazzini e pulisce le arterie
08 Luglio 2025
Lo studio, coordinato da Pekka Karhunen dell’Università di Tampere, apre la strada ad un’ipotesi davvero affascinante, che potrebbe prospettare nuove modalità di prevenzione per infarti ed ictus di natura ischemica oltre che per la ricerca di nuovi vaccini. Stando alla ricerca, infatti, si dimostra chiaramente come l’infarto possa essere una patologia infettiva. La ricerca è stata condotta dagli esperti dalle Università di Tampere e Oulu, dall'Istituto Finlandese per la Salute e il Benessere e dall'Università di Oxford. Sono stati prelevati campioni di tessuto da individui deceduti per morte cardiaca improvvisa, nonché da pazienti con aterosclerosi sottoposti a intervento chirurgico per la pulizia delle arterie carotidi e periferiche.






