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28 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:47

Fermare le proteste contro Netanyahu e il suo governo, con un documento che metta al bando le manifestazioni che infiammano Tel Aviv e altre città israeliane in queste settimane, specialmente per la questione degli ostaggi, con blocchi stradali e proteste nelle sinagoghe. Il piano è del ministro della Sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben Gvir che, secondo quanto riportano i media locali, vorrebbe che il procuratore generale Gali Baharav-Miara approvasse un documento programmatico messo a punto proprio da lui per fare tacere le voci degli israeliani dissidenti. Un piano che vieterebbe tutte le proteste che bloccano autostrade e strade principali, nonché quelle sulle strade che collegano a ospedali, città isolate, vie di emergenza e all’aeroporto Ben-Gurion. La proposta obbligherebbe inoltre i manifestanti a ricevere l’autorizzazione della polizia, supervisionata da Ben Gvir, per attuare blocchi stradali all’interno delle città. Anche le proteste nelle sinagoghe verrebbero proibite, in quanto impedirebbero la libertà di religione, riporta Haaretz.

Le proteste del 26 agosto – Il clima, intanto, è sempre più teso. Due giorni fa un fiume umano di dimostranti è sceso per le strade chiedendo la fine della guerra. Ma la protesta non ha fermato il governo Netanyahu, deciso a proseguire l’offensiva di terra fino alla conquista di Gaza City. L’Idf intanto, che sta radendo al suolo i quartieri periferici della città, ha pubblicato un’inchiesta sul bombardamento dell’ospedale Nasser a Khan Younis, che ha scatenato lo sdegno internazionale, sostenendo di aver colpito perché convinto che la telecamera fosse “utilizzata da Hamas” e che nel blitz sono rimasti uccisi “sei terroristi”.