“Noi chiediamo che la magistratura indaghi e faccia luce anche sui rapporti fra Italia e Libia: aver ‘acquistato’ i servizi dei trafficanti e avergli consegnato la Libia, questo è il problema, non le ong o i migranti”. Presidente di Mediterranea Saving Humans, Laura Marmorale ha seguito da terra la prima missione della nuova, omonima nave dell’ong italiana, adesso bloccata a Trapani con un “Piantedosi”, il fermo amministrativo previsto dalla legge confezionata ormai due anni e mezzo fa dal Viminale. “Dal ministro non accettiamo lezioni – attacca la presidente – e su quanto accaduto pretendiamo un’inchiesta approfondita: è paradossale che i nostri equipaggi vengano minacciati e intimiditi dai libici e arrivati a terra vengano fermati”. Contro quel provvedimento, in tanti stanno protestando. Ieri pomeriggio a Trapani, oltre trecento persone si sono presentate sul molo per protestare e chiedere la “liberazione” di Mediterranea. Medesima richiesta è arrivata dall’europarlamentare di Avs Leoluca Orlando e dalla delegazione del Pd, guidata dalla deputata Giovanna Iacono, che ieri è salita a bordo. “Contro il fermo abbiamo presentato ricorso in sede amministrativa – spiega Marmorale – ma in sede penale chiediamo anche che la procura indaghi su quello che è successo”.