Sono le 15.30, quando Alessandra Moretti atterra a Bruxelles e riaccende il cellulare. In quel momento le arriva una raffica di foto, tratte dalla piattaforma “Phica” e inviate dai suoi collaboratori. «Dopo il caso del gruppo “Mia moglie” – spiega l’eurodeputata del Partito Democratico – avevo chiesto all’ufficio di monitorare il web. Ho scoperto così di essere anch’io vittima di questo sito pornografico: là dentro ci sono migliaia di immagini mie, modificate in maniera volgare e date in pasto a quegli animali...».

A quando risalgono gli scatti?

«Almeno al 2012, primarie del Partito Democratico. Con un’impennata dal 2014, candidatura alle Regionali. Di per sé sarebbero state foto sobrie, estrapolate da interviste televisive o da portali giornalistici. Quelle in cui io sono in costume da bagno, in vacanza al mare, sono tratte dal servizio di una rivista dedicato alla mia famiglia. Il problema è che le immagini sono state zoomate ed elaborate, evidenziando e manipolando particolari del viso e del corpo, su cui le bestie si sono scatenate».

Come?

«Con frasi oscene, cariche di violenza e di brutalità, ovviamente irripetibili. Commenti e scatti per cui ho già pronta la denuncia penale, che formalizzerò a Vicenza appena rientrerò».