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In "La Grazia" il regista Paolo Sorrentino dirige Toni Servillo per la settima volta: "Lui è leggerezza e ironia"

Paolo Sorrentino torna a Venezia, 24 anni dopo il suo film d'esordio L'uomo in più, con La Grazia, film d'apertura e in concorso, di cui è riuscito miracolosamente a tenere segreta la trama. Accolto con applausi a scena aperta alla proiezione per la stampa e trionfalmente alla proiezione ufficiale in Sala Grande, La Grazia (previsto in uscita il 15 gennaio 2026) racconta di un Presidente della Repubblica, interpretato da Toni Servillo, bloccato dal dilemma se promulgare o no la legge sull'eutanasia e se firmare due richieste di grazia. "È un presidente dice Paolo Sorrentino parlando con un gruppo di giornalisti che esercita il dubbio, un aspetto che dovrebbe far parte della politica ma che oggi purtroppo è poco frequentato. Prima lo si chiamava immobilismo ma, sui temi morali, credo che sia la conditio sine qua non. Oggi invece gli uomini di potere esercitano certezze strampalate che vengono contraddette il giorno dopo".