Si riaccendono le luci sul Lido. Con un'alchimia unica di glamour, cinema d'autore e solennità istituzionale, l'82esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia inaugura oggi la sua maratona di undici giorni. E Paolo Sorrentino apre la kermesse con il suo film La grazia: un film sul dubbio, sull’amore, sulla responsabilità. Lo fa attraverso la figura di Mariano De Santis, intrepretato da Toni Servillo, Presidente della Repubblica, vedovo e cattolico, padre di una figlia, Dorotea, giurista come lui.

Il personaggio di Toni Servillo potrebbe sembrare, idealmente, un omaggio al presidente Sergio Mattarella. Ma il regista l’ha precisato fin dall’inizio del pressbook: «Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore». La figlia del presidente, Dorotea è invece interpretata da Anna Ferzetti.

Nella storia a fine mandato al Presidente restano due compiti delicatissimi: decidere su due richieste di grazia. Dilemmi morali che si intrecciano anche con la sua vita privata.

Paolo Sorrentino ha detto così del suo film: «La grazia è un film d’amore. Questo motore inesauribile che determina il dubbio, la gelosia, la tenerezza, la commozione, la comprensione delle cose della vita, la responsabilità. L’amore e le sue articolate diramazioni sono viste e vissute attraverso gli occhi di questo Presidente verosimile ma rigorosamente inventato. Mariano De Santis ama la moglie che non c’è più, la figlia e il figlio e le loro distanze generazionali, ama il diritto penale che ha studiato per tutta la vita. Mariano De Santis, dietro il suo aspetto serio e rigoroso, è un uomo d’amore».