Se avesse inveito, accusato o urlato parole d’odio, nessuno avrebbe potuto obiettare. Perché il dolore di un uomo a cui è stata uccisa una figlia è insindacabile. Ma Riyad Mohammed Abu Dagga, padre di Mariam, giornalista morta con altri quattro colleghi nel bombardamento israeliano all’ospedale di Khan Younis, tre giorni dopo il raid che ha cambiato il destino della sua famiglia, preferisce parlare di pace e si rivolge al popolo israeliano.