Dai barocchismi di 'Parthenope' al doppio petto grigio di un presidente della Repubblica âgé e a fine mandato.

Un presidente vedovo, cattolico e con una spina nel cuore, pieno di dubbi, ma anche capace di cantare in un coro alpino e un brano rap di Gue Pequeno.

Non si può insomma dire che Paolo Sorrentino non sappia 'scartare' sul suo cammino artistico con questo 'La grazia', film d'apertura e in concorso per l'Italia in questa 82/ma edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Un film sull'amore, come annunciato alla vigilia, ma anche pieno di spleen, di occasioni mancate, di voglia dì riappropriarsi del proprio tempo.

Questa comunque la storia e i suoi personaggi.