Caricamento player

In Germania il caso di un militante neonazista che ha cambiato genere e nome sui documenti sapendo che avrebbe dovuto scontare una pena in carcere ha suscitato un dibattito sulla legge che attualmente regola questo tipo di procedimento per le persone trans. Sven Liebich aveva cambiato il proprio nome in Marla-Svenja Liebich meno di un anno fa, dopo essere stato condannato per incitamento all’odio, diffamazione e aggressione verbale. Il suo ingresso in un carcere femminile è previsto per venerdì.

È opinione largamente diffusa tra i media e i politici tedeschi che Liebich non sia una persona trans ma voglia solo trasformare la propria condanna in una campagna politica contro la legge che regola il cambio di genere sui documenti, che da novembre ha reso tutto il processo molto più facile. Come esponente di un gruppo neonazista Liebich aveva infatti spesso fatto dichiarazioni contro i diritti delle persone LGBTQ, e parlato, tra le altre cose, di «transfascismo». Allo stesso tempo il caso di Liebich ha portato il governo a mettere in discussione la legge: il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha detto che bisogna prendere provvedimenti per evitare altri casi come questo.