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Marla-Svenja Liebich, ex leader neonazista, condannata a 18 mesi, cambia sesso grazie alla nuova legge tedesca e chiede il carcere femminile. Il caso accende polemiche e divide l’opinione pubblica
Il caso di Marla‑Svenja Liebich, figura storica della scena neonazista in Germania, ha suscitato un’ondata di polemiche. Arrestata per incitamento all’odio, diffamazione e attività estremiste, Liebich, fino al 2024 nota come Sven, ha legalmente cambiato sesso e nome grazie alla nuova legge sulla autodeterminazione di genere, che richiede solo una dichiarazione allo stato civile per i cambi di sesso legali.
La decisione le ha consentito di richiedere di scontare la pena di 18 mesi di reclusione in un carcere femminile, precisamente nella prigione di Chemnitz, suscitando forti reazioni pubbliche.












