Sven Liebich non è certo un modello politico plausibile. È forse il neonazista più famoso della Germania, con alle spalle una trentina d’anni di “carriera” imperniata su razzismo e performance anti-sistema. Le sue idee sono perlopiù esecrabili ma per una volta bisogna ammettere che ha avuto una idea brillante per far sentire dei completi idioti i sostenitori dell’ideologia woke e i politici che li seguono. Con una condanna a un anno e mezzo di carcere all’orizzonte, Sven ha infatti deciso di cambiare sesso e di diventare Marla-Svenja, riuscendo nell’intento di farsi convocare venerdì presso la sezione femminile del carcere di Halle, cittadina della Sassonia poco lontano da Lipsia. Come ha fatto? Con una semplice dichiarazione resa verbalmente all’ufficio competente, come prevede la legge introdotta nel 2023 dal governo-semaforo formato da Spd, liberal democratici e Verdi e guidato dall’allora cancelliere Olaf Scholz.

Per essere più precisi, il padre e la madre della cosiddetta “legge per l’autodeterminazione” sono l’ex ministro della Giustizia Marco Bushmann (liberal democratico) e l’ex ministra alla Famiglia Lisa Paus (Verde), i quali hanno reso una semplice formalità la rettificazione anagrafica, cioè il cambio di nome e l’adeguamento dei documenti all’identità di genere quando questa non corrisponde al sesso biologico, annullando così la legge sui transgender che era in vigore in Germania dal 1982. Il provvedimento consente agli adulti di scegliere la propria identità di genere sul passaporto e decidere autonomamente tra le diciture “maschio”, “femmina”, “diverso” e “non specificato” presentando una semplice auto dichiarazione all’anagrafe. La modifica diventa effettiva dopo tre mesi e dura minimo un anno. Approvata dal Bundestag nel novembre 2024, la legge era stata fortemente criticata dai partiti di ispirazione cristiana Cdu/Csu e dall’estrema destra di Afd, perché ritenuta troppo liberale e perché avrebbe messo a rischio gli spazi sicuri riservati alle donne biologiche permettendo ai violenti e agli stupratori di spacciarsi per donne e quindi aggredirle più facilmente.