Il prezzo della birra nel Regno Unito ha superato la quota record delle 5 sterline alla pinta e forse è tempo per Nigel Farage, sempre attento a quello che viene considerato un indicatore infallibile della capacità di spesa degli inglesi, di fare sul serio. I segnali per la verità ci sono tutti tanto che la sua ascesa nei sondaggi gli ha fatto recentemente dire che Reform Uk, il suo partito, ha ormai soppiantato i conservatori come principale partito di opposizione al governo laburista. Ma non è certo il prezzo della birra che lo sta spingendo in alto, quanto soprattutto il malcontento generato dall’immigrazione selvaggia e dalla sensazione ormai generalizzata che la Gran Bretagna stia di conseguenza perdendo identità e sicurezza. Le manifestazioni di questi giorni, i sit-in con la Union Jack davanti agli hotel che ospitano i richiedenti asilo, gli scontri che ne sono scaturiti, sono tutti segnali che gli inglesi non solo stanno perdendo l’identità, ma anche la pazienza. «Non siamo lontani da un grande disordine civile», ha detto ieri a Oxford Farage mentre presentava il suo piano anti-immigrazione a denominato “Operation Restoring Justice”. Il leader di Reform ha promesso che una volta al governo il suo partito rimuoverà la Gran Bretagna dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), che abrogherà la legge sui diritti umani e disapplicherà altri trattati internazionali come la Convenzione sui rifugiati del 1951 e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. «Non hanno diritto a chiedere asilo ha detto- questa è un’invasione perché questi giovani irrompono illegalmente nel nostro Paese».