Freedom kick li hanno chiamati. Quindi siete pronti a immaginarvi un pallone e un campo dove lo sport diventa unione e una pedata è un calcio contro l’odio. Ecco se avete pensato a tutto questo vi siete sbagliati di grosso. L’artista spagnolo Eugenio Merino ha ideato assieme al collettivo statunitense Indecline “La Copa del Generalísimo”. Ovvero? Una partita di calcio in cui si sono sfidati 22 sciamannati che come sfera hanno usato una riproduzione della testa del Caudillo Francisco Franco. Prima ancora lo aveva fatto con il capo di Donald Trump. Ci arriveremo.

Le foto sono stomachevoli, lo diciamo subito, ma non vogliamo neanche dare un giudizio morale, l’antifascismo lo conosciamo. Inoltre questo giornale non è composto da educande eppure la visione delle due squadre sfidatesi su un campo fatto di sterpaglie - vestite di nero e di rosso intente a prendere a calci la capoccia di Franco è orrifica.

A maggior ragione perché tra di loro c’è quello che è poco più di un adolescente. Infine, come se non bastasse, l’inusuale pallone è stato esposto al museo archeologico e paleontologico di Cueva del Toll.

La sfida ha visto il suo svolgimento lo scorso 4 luglio nei pressi della città di Moia - circa 60 chilometri a nord di Barcellona- dove nel 1939 si svolse una violenta battaglia, durante la Guerra civile spagnola, tra nazionalisti e repubblicani. L’agenzia Reuters, all’indomani della performance, ha riportato la notizia spiegando come lo spagnolo Merino abbia ricreato in gomma il volto di Francisco Franco soprannominando la sfera Kick Franco’s head «per commemorare il 50esimo anniversario della morte del dittatore». Commemorare, avete letto bene. Il calcio è stato scelto, tra le tante rivendicazioni farneticanti, per denunciare l’uso propagandistico che Franco, secondo gli organizzatori, ne avrebbe fatto durante il franchismo. Infatti nel 1964 la Spagna piegò, nella finale degli Europei casalinghi, l’Unione Sovietica 2-1 sollevando il suo primo trofeo. Erano gli iberici della stella interista Luis Suárez pallone d’oro nel 1960.