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Solo con Termoli a rischio 3mila posti. I sindacati: "Favoriti i francesi". E c’è l’autogol sui motori Fire

Il caso Termoli, con i suoi 1.823 lavoratori in solidarietà per un anno, rappresenta una nuova spallata al valore storico del made in Italy legato all'auto. Oltre a impattare direttamente su circa 3mila lavoratori, considerando i 1.200 dell'indotto molisano e soprattutto abruzzese, la conversione dell'impianto alla Gigafactory fantasma, ha di fatto azzerato la produzione dei mitici motori Fire 1.2, fiore all'occhiello delle ex Fiat e Fca. Da Termoli ne sono usciti in tutto 23 milioni, un record. Ma è bastato un colpo di spugna per cancellare questa pietra miliare in nome di una transizione obbligata verso l'elettrico che si rivela sempre più un flop.

«Per Stellantis meglio i motori francesi ex Psa per le auto compatte, quelle che montavano il Fire italiano. È la dimostrazione dello sbilanciamento verso gli interessi del versante transalpino del gruppo», afferma Francesco Guida, segretario Uilm Molise.