«Il soccorso dei migranti lo gestisce lo Stato non le ong». Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rivendica in modo tranchant il ruolo del governo, commentando la decisione di sottoporre la nave Mediterranea a fermo per aver disobbedito alle disposizioni del Viminale, sbarcando i migranti che aveva soccorso nel porto di Trapani, anziché in quello di Genova indicato dal ministero. L’opposizione attacca il titolare dell’Interno per non aver detto niente sugli spari, partiti da motovedette libiche, che hanno raggiunto un’altra nave impegnata nei soccorsi, la Ocean Viking. Insorgono le forze politiche di minoranza e i responsabili delle ong: «Ministro, è senza ritegno». La Ue, intanto, chiede chiarimenti su quegli spari alle stesse autorità libiche. E si muove anche la Procura di Siracusa che apre un’inchiesta per tentato omicidio a carico di ignoti: la polizia scientifica ha eseguito i primi rilievi sulla nave e si raccolgono testimonianze. «Dobbiamo chiarire cosa è accaduto e dove», dice la procuratrice Sabrina Gambino.