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Ultimo aggiornamento: 18:14

di Massimo Arcangeli

Poniamo che un assessore di un Comune italiano pubblichi un commento omofobo a un post apparso su un social network. Poniamo che il commento divenga virale, e la sede locale di un partito politico emetta un comunicato stampa in cui esorti con fermezza l’amministrazione di quel Comune a prendere le distanze dall’assessore omofobo, e chieda conto del commento a quest’ultimo perché abbia almeno la decenza di scusarsi.

Poniamo che il personaggio in questione, anziché chiedere scusa, reagisca all’indignazione generale con una dichiarazione in cui neghi di aver scritto quel che ha scritto, sebbene lo abbia scritto, minacciando di sporgere querela per diffamazione contro i presunti falsificatori delle sue parole. Poniamo che tutto questo sia (purtroppo) vero. Se è così, se tutto questo è vero, allora querelateci tutti.