Una tradizione secolare potrebbe essere scossa da una svolta storica. Gli Schützen, i celebri «cappelli piumati» che incarnano l’identità bavarese e tirolese, da secoli sfilano con orgoglio imbracciando i fucili storici, utilizzati per spari a salve nelle cerimonie ufficiali anche in Alto Adige e Trentino. Ma si tratta di un privilegio esclusivamente maschile. Le donne, finora, hanno avuto un ruolo limitato a quello di Marketenderinnen, ispirato alla figura storica delle vivandiere: presenza riconosciuta, ma sempre marginale e senza armi. Qualcosa che potrebbe cambiare. Ora, infatti, qualcosa si muove in Tirolo. Due compagnie hanno presentato la richiesta di ammettere anche le donne come vere e proprie tiratrici (Gewehrschützinnen), aprendo un dibattito che potrebbe cambiare il volto delle associazioni. Le decisioni interne sarebbero già state prese all’unanimità e il comandante regionale Thomas Saurer ha annunciato che a partire dall’autunno verrà avviato «un processo di discussione e una decisione democratica di base». Basta, insomma, con il patriarcato dello sparo.