Nel giro di poche settimane, è rimasta l'unica a indossare l'abito tipico che ha fatto la storia di Scanno, il borgo montano abruzzese noto per il suo lago a forma di cuore e il tradizionale costume, sontuoso e austero, centro per il quale si apre ora la possibilità di una candidatura come patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco.
Un'estate di lutti, infatti, per il paese in provincia dell'Aquila, che ha perso le ultranovantenni Adelia e Anna, due sorelle, tra le ultime tre donne che ancora portavano l'antico costume tradizionale.
Oggi, dunque, è Margherita Ciarletta, che ha quasi 94 anni, l'ultimo baluardo vivente di una tradizione secolare divenuta celebre nel mondo anche grazie alla fotografia, attraverso gli scatti di Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Ferdinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli.
Dal 1949, appena diciottenne, Margherita ha iniziato a indossare quell'abito — carico e pesante, sia nella versione quotidiana che in quella festiva — e da allora non lo ha mai abbandonato. Nemmeno per andare a mietere il grano o mungere le mucche. "Non mi è mai venuto in mente di cambiare stile, e nessuno mi ha mai imposto di indossarlo. A mio marito, poi, non piaceva nemmeno", racconta all'ANSA nel giorno dei funerali della sua amica Anna.







